martedì 19 marzo 2024

DA HUXLEY A JIM MORRISON


Analisi della canzone "Break On Through" dei The Doors

DA HUXLEY A JIM MORRISON
Sul libro LE PORTE DELLA PERCEZIONE di Aldous Huxley si è ispirato il famoso gruppo rock dei DOORS ( LE PORTE ), non solo per il nome della band, ma anche e soprattutto per i testi delle canzoni e per il tipo di musica completamente nuovo e rivoluzionario sulla scena del tempo ( anni sessanta del secolo scorso ). Il cantante e leader dei DOORS, Jim Morrison, ha, diciamo così, ” incarnato ” con il proprio stile di vita la figura del filosofo Huxley, le cui porte della percezione si sono spalancate senza difficoltà e lo hanno lasciato passare oltre. Per questa ragione la canzone "Break On Through" (to the other side) merita un approfondita analisi del testo che è magicamente esoterico.

APRITE LE PORTE 
Aldous Leonard Huxley è stato uno scrittore e filosofo britannico. Famoso per i suoi romanzi, alcuni dei quali appartengono al genere della narrativa distopica, tra i quali il libro LE PORTE DELLA PERCEZIONE. Un libro che ha influenzato generazioni di giovani in tutto il mondo per l’ argomento in un certo senso ” rivoluzionario ”. Come il titolo stesso del libro suggerisce, in esso si parla di visioni e di percezione ultrasensibile, di altri mondi e di dimensioni al di là di quella spazio – temporale normalmente conosciuta le cui ” porte ” possono, non solo essere aperte, ma addirittura spalancate dai canali percettivi umani. Nelle nostre conferenza sui sensi abbiamo sempre indicato l'inizio per aprire queste porte la purificazione di queste porte che sono appunto i nostri sensi, perchè tutto quello che ci forma e trasforma lo recepiamo attraverso i nostri sensi. Abbiamo 5 sensi esterni (vista, udito, olfato, gusto e tatto) che corrispondono a 5 sensi interni (pensiero, attenzione, intuito, istinto e sentimento). Sono queste le famose Porte o portali dimensionali di cui dobbiamo occuparci. 
La canzone infatti inizia con la consapevolezza che siamo divisi, una parte di noi è dentro rinchiusa e l'altra è fuori smarrita, mentre il ritornello ci invita costante e disperatamente ad andare oltre quelle porte o condizione mentale:
You know the day destroys the night
Night divides the day
Tried to run, tried to hide
Break on through to the other side
Break on through to the other side
Break on through to the other side, yeah
La dicotomia tra il giorno e la notte è evidente in ogni ambito umano. Giusto e sbagliato, buono e cattivo, angelico e diabolico non sono che due facce della stessa medaglia. Cercare di non rimanere intrappolati in questa classificazione manichea è un esercizio vano, e l’unica soluzione è espandere la propria coscienza, scoprendo la propria reale essenza.

SIAMO CHIUSI DENTRO NOI STESSI
Siamo in qualche modo tutti debitori di qualcun altro: Einstein è debitore di Newton, ma Newton è debitore di Copernico.  Così mentre Jim Morrison si ispirò a Huxley per prendere il nome The Doors per il suo gruppo musicale, anche Huxley è debitore di William Blake che diceva: "Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all'uomo come è,  infinito. Ma l'uomo si è chiuso in se stesso fino a vedere le cose attraverso le fessure della sua caverna". Forse Blake parlava della caverna di Platone dove ben sappiamo l'uomo è rinchiuso nella caverna della sua mente, mentre le fessure sono i sensi imprigionati in concetti limitati e finiti del mondo strettamente materiale, quello che in oriente chiamano il velo di Maya, oppure il più comune e moderno mondo di Matrix, l'illusione, l'inganno, il sonnifero. Con i sensi le persone cercano soltanto di sentirsi vivi, ma non colgono il senso dell'esistenza, per far ciò bisogna spalancare le porte, uscire dalla caverna.... Il Gruppo musicale The Door prende il nome appunto da queste Porte che dobbiamo sfondare, aprire, attraversare. 
La canzone continua ricordandoci come ci seppelliamo sotto i piaceri dei sensi e della materia, che ci fanno dimenticare quando siamo nati (il pianto del neonato) e quanto soffriamo:
We chased our pleasures here
Dug our treasures there
But can you still recall the time we cried?
Break on through to the other side
Break on through to the other side
Yeah
C'mon, yeah

TRA DROGHE E MEDITAZIONE
Molte sono le pratiche e i modi che gli uomini hanno usato attraverso la storia per valicare i confini della nostra realtà limitata e chiusa nella materia. Huxley nel suo libro "Le porte della percezione" parla dell'esperienza che ha avuto attraverso le droghe psichedeliche. Aldous Huxley è stato forse uno dei primi autori a far conoscere il rito sacro praticato da acune tribù indios del Messico riguardo l’ uso del ” Peyotl ” un cactus allucinogeno che, in chi lo ingerisce, produce estasi e visioni spalancando le porte più segrete e sconosciute della percezione umana e sovrumana. Gli indios del Messico ne fanno uso da tempo nelle loro cerimonie paganizzanti per stimolare, appunto, la facoltà di percepire ciò che non è di questo mondo. Aldous Huxley giunge ad una verità quasi rivoluzionaria e cioè: che gli artisti di ogni epoca hanno creato mirabili opere d’ arte, nella scultura, nella pittura, nell’ architettura, nella letteratura, nella musica, perchè per loro "le porte della percezione" sono state sempre aperte su questa dimensione preternaturale o soprannaturale ( di conoscenza intuitiva di altri mondi ). Esistono però anche i monaci ed i mistici che in modo del tutto naturale senza bisogno di far uso di allucinogeni o di sostanze alteranti del sistema nervoso riescono attraverso la meditazione ad aprire queste porte. 
La canzone parla di queste droghe in maniera esoterica e la identifica simbolicamente in una donna e di lei dice:
I found an island in your arms
A country in your eyes
Arms that chained us, eyes that lied
Dunque, nonostante il bene di poter aprire psichedelicamente le porte extrasensoriali della mente, Jim Morrison riconosce che le braccia della droga ala fine sono catene e i paesaggi che ti fa vedere con i suoi occhi lucidi (sogni lucidi) sono comunque una bugia. Se invece la donna non è vista simbolicamente come la droga ma come l'amore, l'amore diventa anche una droga illusoria se non è spirituale. Nemmeno l’amore può essere una soluzione. Hai provato a camuffare la tua indole tra le braccia di un’altra persona, a credere in qualcosa di predefinito perdendoti in quegli occhi, ma alla fine tutto si è rivelato nient’altro che un’altra gabbia, soltanto un’altra bugia.

SHE GETS HIGH
Nel bel ben mezzo della canzone il testo dice così:
Everybody loves my baby
Everybody loves my baby
She gets high
She gets high
She gets high
She gets high
Quello che molti non sanno è che questa canzone dei The Doors fu censurata, appunto perchè secondo la critica della casa discografica Elektra, quando la canzone dice "She gets high", usa un modismo che significa anche l'uso delle droghe: lei si droga, si sballa, quindi lei è anche non solo una donna ma le sostanze psichedeliche che ti tengono su (high) che ti portano sulle nuvole (She gets high). Di fatto  esistono due versioni identiche del brano registrato in studio: nella prima versione la voce di Jim Morrison canta per quattro volte "she gets high", mentre nella seconda alla voce di Morrison viene tagliata la parola "high" e al suo posto si sente un fischiettio.  
Ogni concerto dei DOORS era una specie di "rito sacro o misterico" con folle di giovani in delirio per la musica tagliente, ossessiva, graffiante, trascinante e coinvolgente portatrice di età dell’ oro perdute per l’ uomo. La morte prematura di Jim Morrison, in circostanze piuttosto misteriose, ha fatto di lui un mito e una leggenda la cui eco non si è mai spenta. E forse apriva veramente un varco, per chi lo ascoltava in visibilio, su mondi lontanissimi eppure dentro ciascuno di noi.
Huxley invece diceva: "L’ uomo che ritorna dalla Breccia nel Muro non sarà mai proprio lo stesso dell’ uomo che era andato: sarà più saggio ma meno presuntuoso, più felice, ma meno soddisfatto di sè, più umile nel riconoscere la sua ignoranza, eppure meglio attrezzato per capire il rapporto tra parole e cose, tra ragionamento sistematico e Mistero insondabile che egli cerca, sempre invano, di comprendere".

UN INVITO AL RISVEGLIO SPIRITUALE
La canzone quindi resta un grido di allerta che ci mette in guardia a non addormentaci nella quotidianità delle cose e ci invita a cercare la porta dellapercezione verso un altro mondo. Per questo dice:
Made the scene, week a week
Day a day, hour a hour
The gate is straight, deep and wide
Ecco che Break On Through, "aprirsi un varco", titolo della canzone che più di tutte sintetizza la poetica visionaria di Morrison, diventa un'esortazione, un imperativo: apriti un varco dall'altra parte, cerca un altro mondo oltre l'apparenza dei sensi. 
Break on through
Break on through
Break on through
Break on through
Yeah, yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah
Questo ritornello è come un mantra, ma ancor di più, è un grido della coscienza  demoniaco, maledetto, tarantolato, mostrando la via maestra da perseguire per emanciparsi dalle limitazioni imposte dalla società e, soprattutto, da sé stessi. La canzone Dura due minuti e ventinove secondi, era l'anno 1967, la prima dei The Doors e resta una pietra miliare del Rock 

domenica 21 marzo 2021

Pipe Piece

 Primavera in arrivo, la neve allenta i suoi denti freddi e mortali... 

con quanta delicatezza e dolcezza quest'arte orientale sa trarre la potenza del suono irruente (in occidente qualcosa del genere lo fanno soltanto il Punk e il Heavy Metal ma soltanto con la violenza) 

Music likes mountain spring water running; 

Woman likes floating white clouds moving. 

Harvesting thousands of melted hearts 

And bringing home endless love.



mercoledì 12 febbraio 2020

Yin Yang musicale

YIN YANG MUSICALE
All'inizio dell'umanità, musica e medicina erano una sola dimensione, con una evoluzione parallela all'evoluzione della mente umana. La guarigione,nelle prime civiltà umane, passava attraverso il fenomeno dell’incantesimo: l'unione di ritmo, suoni e droghe. Dalle tribù millenarie, agli Indiani d'America, fino alla medicina egizia con il papiro di Ebers, portano nella storia l’unione costante tra il suono (musica, danza) e la medicina (preparazioni naturali, droghe). 
Con la civiltà cinese si forma la triade musica-medicina-numerologia; la nascita della medicina energetica basata sui cinque elementi (Terra, Fuoco, Acqua, Legno, Metallo) in unione con la personificazione della scala pentatonica, formata dalle cinque note fondamentali della musica (fa-do-sol-re-la). I dodici meridiani cinesi del circolo dell'Energia Vitale, provengono dalla emanazione della scala musicale a dodici note, la scala cromatica. Il numero dodici rappresenta il numero fondamentale al parallelismo meridiani-musica, con i concetti Yin (6 meridiani-6 note) e Yang (6 meridiani-6 note): l’unione di Yin e Yang produce ritmo (musica) e salute (medicina).

mercoledì 1 gennaio 2020

ANDIAMO D'ACCORDO... SIAMO ACCORDATI


La musica come l'amore tra due persone è l'arte di accordarsi attraverso l'ascolto. Due persone che vanno d'accordo sono appunto coloro che attraverso il confronto dei diversi pensieri, idee, sentimenti ed emozioni, riescono a mettersi insieme in armonia, quindi come la disarmonia nasce dal riuscire a mettere concorde gli acuti con i toni gravi, alti e bassi, così anche il carattere, il pensiero e il sentimento, una melodia non facile da eseguire, ma un opera d'arte una volta messa in sintonia. E le corde? la loro capacità di vibrare sta nella potenza di rimanere in tensione alla pressione del tatto, appunto lo stesso che il vivere quotidiano in coppia: saper rimanere in tensione sotto la pressione delle vicende del compagno, ma questo crea il suono, l'armonia e la musica interiore dell'anima. Allora si può consentire l'altro, cioè sentire insieme (con-sentire), perchè soltanto dove c'è amore c'è concordia e quindi armonia, la musica dell'anima.


lunedì 30 dicembre 2019

Novalis

La vita dell'uomo colto 
dovrebbe alternarsi fra musica e non musica, 
come fra sonno e veglia.


venerdì 29 novembre 2019

PERCHE IL NUMERO UNO?


Cosa ha fatto di Bonham il numero Uno?
Avete presente l'accento sulle parole con cui noi parliamo? per esempio "santifica" il giorno, se invece tu metti l'accento sulla seconda " i " il cervello subito ti va in tilt ( santi fìca) perchè l'accento spezza la parola e le cambia il significato. Ok qualcosa di simile ha fatto Bonham, anche se non ci hai mai fatto caso, quando suoni metti un Accento su alcune note. Gli dài un’intenzione diversa. Quando ascoltiamo un brano musicale, perlopiù non ci accorgiamo di questa enfasi, questo accento, ma il nostro cervello sì. Bonham Invece di limitarsi a suonare la grancassa pulita su ogni battuta, le accentò con terzine. Un modo di suonare la batteria mai sperimentato nel rock prima, che Bonham prese in prestito dai batteristi jazz come Gene Krupa e Buddy Rich. La sua batteria era sincopata e gli permetteva di “jammare” con la band con maggior fluidità (jammare: sarebbe, in sostanza, un' improvvisazione generale su una base, che può essere inventata o una canzone conosciuta). Il suo groove veniva dalla musica funky. Dal maestro James Brown. Anche per questa complicità con la band la batteria di Bonham era originale. In particolare, amava seguire la chitarra di Page.  Con la quale in alcune tracce sembra quasi duettare. Il duetto batteria - chitarra è incredibile in alcune canzoni: Immigrant song, Kashmir, Black Dog. La tessitura quindi era così complessa e prefetta che sarebbe bastato un accento sbagliato per non sapersi ritrovare un secondo dopo con il seguito del ritmo e scadere nel caos. Il suo compagno John Paul Jones (bassista) chiamava il suo stile "Stomp Groove" difficile tradurre questo termine popolare: colpire nei luoghi dove non batte il sole, calpestare i solchi, calpestare l'incavo. Letteralmente  indica il solco dei dischi in vinile dove batte la puntina. Il Groove quindi indica una serie ritmica che si ripete ciclicamente, generalmente ogni battuta.  Si intende l'espressione che dà il corpo nel ballo, spinto dal Soul di quella musica. Si differenzia da quello che nel Jazz è definito "Swing" soprattutto per un'indicazione più marcata di ripetitività. 
In conclusione possiamo dire che John Bonham non fu il più grande batterista perchè era con i Led Zeppelin, ma i Led Zeppelin furono tali anche grazie alle tendenze originali del ritmo trascinante di Bonham. 

martedì 26 novembre 2019

Lou Reed

Se non avessi ascoltato il Rock&Roll 
non avrei scoperto che c'è vita su questo pianeta
- Lou Reed -